Era dicembre, durante la mia consueta attività di responsabile editoriale di Comotalco, trovavo la notiziona: concerto di Davide Van De Sfroos al Datchforum. 19 aprile, data unica.
Ah, il Davide.. quel Davide del concerto al Manicomio (cornice fantastica), delle pogate al Pianella, dell'eterna attesa al galoppatoio di Villa Erba. Lo stesso Davide che negli ultimi due anni tanto mi piaceva su disco quanto mi annoiava dal vivo..per ben due volte in piazza Cavur me n'ero andato via prima! gnek gnek Quel Davide, Davide Van De Sfroos.
Ah, il Forum.. quel Forum dove ho visto i Queen, quel Forum che ho sentito muto come una cattedrale e urlare di gioia e di lacrime. Dove il martedì prima ci suonerà uno sconosciuto, un tale Knopfer.
Inizialmente ero basito, il trend degli ultimi anni aveva allontanato dai concerti tanto pubblico (quel pubblico volgarotto, che però è il più casinista e, forse, il più caloroso quando si scatena), gli arrangiamenti blues non sono l'ideale per pogare e cantare, erano rimasti solo gli irriducibili e mai e poi mai avrebbero riempito il Forum. Ci sarebbe voluto qualcosa, una magia. Una magia Passano le feste e puntualmente mi dimentico di questo concerto. Il topic sul forum è scivolato in basso, a nessun fruitore passivo di musica (d'ora in avanti abbreviato con FPM, che non è un gruppo prog) è interessato molto. Io nel frattempo mi son sposato e son diventato padre (non è vero, ma ci sta bene).
Gennaio finisce e arriva il febbraio bisesto. In un indeterminato giorno, circa a metà mese, viene pubblicato l'ultimo elleppi del Davide, atteso da 3 anni. Tutte le aspettative presenti e future passano da questo lavoro, da queste 15 tracce. Il titolo è semplice: PICA! Talmente onomatopeico che potrebbe essere al fianco di gulp! e gasp!
E' un album tutto d'un pezzo. Scordatevi un ritorno alle sonorità di Breva e Tivan o E sèmm parti. Ormai il dato è tratto, i suoni sono fatti dai più disparati strumenti, tutti o quasi rigorosamente acustici. C'è spazio pure per suoni da veri rumoristi cinematografici, ché si picchia anche sulle cassapanche. Il cantato a tratti è duro, grattato e spigoloso, a tratti volutamente cantilenato.
E' un album tutto d'un pezzo. Perchè quando parte lo si lascia arrivare alla fine senza osare disturbarlo, in un'atmosfera sospesa tra il mistico e il sognante. Davide si siede, lo vedo che racconta: di un signore, un lagheé come tanti, che s'immagina una vita mentre ne vede costruirsi un'altra. Lui attende, sotto quel pùnt dove dorma el sass. di riti e sciamani. Non c'è bisogno di scomodare gli aborigeni e i pellerossa. Ce l'abbiamo anche noi, nascosto in qualche nostra valle. di un playboy saccente, l'attore più sexy del circolo delle bocce. di un amore nato tra il fango di new orleans, una storia che forse non finirà. Storie di contrabbandieri incorreggibili, di minatori stanchi, di gente normale, di onde, monti e motoscafi. Riflessioni e canzonacce da osteria. Corrono tante parole in queste 15 tracce.
Una magia PICA è quasi interamente in dialetto comasco (laghè per i precisini), eppure scala le posizioni. Si parla di classifica italiana. Si parla di quarto posto. I biglietti venduti sono 5.000, poi 8.000.. nove..dieci..UNDICImila! Sold out. Così si arriva al 19 aprile.
L'evento, ormai va chiamato così, va quindi affrontato con tutti i crismi necessari. Alle 18 nel piazzale degli ingressi di Assago, siamo lì, con un altro migliaio di Desfan. C'è chi beve, chi mangia, chi ciciara e chi si scervella coi paragoni. E' ora! La corsa sui gradini, il parterre, la seconda fila. Stessa zolla del 5 aprile 2005, incredibile. Ore 21.15. La band entra. Intro SUONATA e via, si parte con la Balera. Il forum è rovente, per far spazio alla gente son state aperte le gradinate fino ai lati del palco, le undicimila (ma son di più!!) voci sono un unico, potentissimo ruggito. Si alterano tutti i brani di Pica, già acclamati come evergreen, ai cavalli di battaglia storici. Poco da dire sulla qualità dei brani e del concerto, superba. Qua bisogna raccontare di un Forum emozionato come poche volte. Un coro che non finisce mai, un coro che arriva da tutta Italia. Struggente 40 Pass, gli accendini al vento, l'atmosfera posata, da cantare sottovoce. Bisogna chiudere gli occhi su Pulentà e Galena Fregia, è un viaggio nel tempo, ricorda gli albori di una carriera partita per scommessa che ora non sa cosa porsi come prossimo limite. E che, tra un brano e l'altro, non vorrebbe far altro che ringraziare. La balada del Genesio, il Costruttore di Motoscafi, Cyberfolk, Fill de ferr, De Sfoos, Ventaanas, Nona Lucia, Pica, New Orleans, Il cimino, La terza onda. Si susseguono l'uno dopo l'altro e l'ambiente anzichè intiepidirsi, si arroventa. Ah, vedi, non è rimasto tra i solchi di Laiv il caro e vecchio pogo!
Davide ringrazia, parla moltissimo, si cimenta in battute, dimostra di saperci fare nelle grandi occasioni. Leggere incertezze su qualche parola, ma è ben sostenuto da 11mila suggeritori. Sembra instancabile, dopo 3 ore non fa una piega, mentre sotto si gronda, con la voce in cantina.
Davide ringrazia, e questa volta saluta per davvero. Un ultimo ruggito gli risponde. Una magia Cala il sipario.
Non sono con la mia solita auto. L'avrei ascoltato volentieri, un'altra volta, nel viaggio di ritorno. PICA!
LB

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